Monaco di Baviera
Nome ufficiale: München
Siamo nel 1158 quando il duca di Sassonia, Enrico il Leone, mette su un accampamento militare chiamato Munichen. Mezzo secolo più tardi essa ricevette lo status di città fortificata. La disputa su chi avrebbe controllato la città (il vescovo o Enrico) fu risolta dopo la Dieta di Augusta, quando Federico I Barbarossa concesse a Otto von Wittelsbach il titolo di duca di Baviera.
La dinastia Wittelsbach appunto governerà la Baviera fino al 1918.
Nel 1255 il ducato bavarese venne diviso in due aree e Monaco divenne la residenza ducale della Baviera Superiore.
Nel 1327 l’intera città fu distrutta da un incendio, ma venne ricostruita in pochi anni grazie anche all’aiuto dell’imperatore del Sacro Romano Impero Luigi IV.
Nel 1632, durante la Guerra dei Trent’anni, la città fu occupata dalle truppe di Gustavo II Adolfo di Svezia, e successivamente 1705 divenne dominio degli Asburgo.
Nel 1759 venne istituita la prima istituzione accademica bavarese. Fu durante questi anni che Monaco ebbe un forte incremento demografico e si distinse come una delle regioni più estese dell’intera Europa.
Nel 1806 divenne capitale del nuovo Regno di Baviera e furono costruiti i palazzi del parlamento e dell’arcidiocesi di Monaco e Freising.
Nel 1826 nacque l’università della Baviera che collocò le proprie strutture dentro la città. Le perle architettoniche di questo periodo si devono al regno di Ludovico I e Massimiliano II come la Ruhmeshalle o molti palazzi della Ludwigstraße e del Königsplatz (opere degli architetti Leo von Klenze e Friedrich von Gärtner) e la statua della Baviera di Ludwig Michael von Schwanthaler.
Nel 1882 a Monaco arrivò la luce elettrica e proprio in questa città la Germania ospitò la prima Fiera dell’elettricità. A inizio 900 lo zoo Tierpark Hellabrunn aprì i battenti.
Vittima dei postumi della Prima Guerra Mondiale, Monaco iniziò a covare una forte tensione politico-sociale.
Nel novembre del 1918 i comunisti salirono al potere fondando la Repubblica Sovietica di Monaco che venne però rovesciata il 3 maggio 1919 dai Freikorps, alcuni dei quali furono successivamente arruolati da Adolf Hitler e dal Nazismo.
Nel 1923 Hitler ed i suoi sostenitori, organizzò il famoso Bierhallenputsch, nella speranza di ribaltare la Repubblica di Weimar e di assumere il comando.
La rivolta fallì e costò al fanatico ideologo un arresto e la messa al bando del neonato partito nazista, che era sconosciuto al di fuori di Monaco.
Tuttavia la città divenne un punto di riferimento per il trionfo del Nazismo in Germania, nel 1933, tanto da essere chiamata dai nazisti stessi Hauptstadt der Bewegung (”capitale del movimento”).
Il quartier generale del NSDAP fu stabilito a Monaco e costruito, assieme ad altre costruzioni utili al partito, a Königsplatz, molte delle quali sono ancora presenti.
Nel 1939 Monaco Georg Elser fallì nel tentativo di assassinare Hitler mentre arringava la folla col suo discorso annuale per commemorare il Putsch della birreria nel Bürgerbräukeller.
Monaco fu inoltre la città dove nacque la “Rosa Bianca”, formata da un gruppo di studenti che si costituirono in un movimento di resistenza al Nazismo, dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando il nucleo del gruppo venne arrestato ed ucciso dopo la distribuzione di volantini all’Università di Monaco da parte di Hans e Sophie Scholl.
Monaco di Baviera subì ingenti danni a causa dei bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale.
Dopo l’occupazione statunitense del 1945 la città fu completamente ricostruita con un accurato lavoro per ridare la stessa fisionomia urbanistica pre-bellica.
Nel 1972 Monaco ospitò la XX edizione delle Olimpiadi, tristemente famosa per il sequestro massacro degli atleti israeliani da parte di terroristi palestinesi, a loro volta uccisi dalle forze speciali tedesche.
Nel 1974 durante i Mondiali in Germania Ovest fu sede di numerose partite come trentadue anni dopo (Germania 2006).




